Allievi Elite, 5^ Giornata: Union Pro – Union Feltre 4-2

Allievi Elite, Union Pro vs Union Feltre

Partita stramba se ce n’è una, per la squadra di mister Bertuzzi, ieri mattina in casa dell’Union Pro. Sotto di due, recupero grazie alla doppietta di Rosso, superiorità numerica ed inopinato naufragio nella ripresa. Perchè, mister? “Perchè è brutto dirlo, ma loro avevano voglia di vincere, noi no”. E’ mancato l’impegno? “Assolutamente no, né impegno, né corsa, né intensità. Ma c’è una cosa che le partite te le fa vincere, chiamala cattiveria, se vuoi. Hai presente il Cholo Simeone quando giocava?” Come no, Atletico, Inter, Lazio… “Ecco. Quello spirito lì. Uno che ce l’ha è De Carli, che non solo si diverte un mondo giocando a calcio, ma che deve vincere, glielo vedi proprio, amichevole, allenamento, campionato: una macchina. Dobbiamo crescere sotto questo aspetto, perchè, l’ho detto e lo ripeto, questo è un bel gruppo, uno dei più belli con cui mi sia trovato a lavorare. Sono ragazzi disponibili, che si allenano bene, con attenzione, con impegno. Ma in molti di loro c’è una specie di svagatezza, come se vincere o perdere tutta ‘sta differenza non la facesse. Certo, piena adolescenza, con tutto ciò che questo significa. Ma dobbiamo migliorare, questo è un campionato importante, per la nostra Società. Dobbiamo trovare in fretta un altro passo”. E la partita di ieri? “Vanno 2-0 su un rigore che non giudico e su un nostro retropassaggio sbagliato. La pareggiamo reagendo bene -il loro allenatore sottolineerà la qualità del nostro gioco- e restiamo con l’uomo in più. Negli spogliatoi glielo dico: facciamoli correre, stanchiamoli e poi colpiamo. E invece, pappemolle. Senza mordente, al contrario dell’Union Pro, che, pur in inferiorità, non si accontentava di tenere il pari, ma giocava con la determinazione di portare a casa l’intera posta”. Come arrivano terzo e quarto gol? “Da un corner che non c’era, colpo di testa vincente: noi paghiamo qualcosa, a livello di prestanza fisica, e lì purtroppo s’è visto. E poi realizzano il 4-2 cogliendo il nostro portiere fuoriporta, mentre provavamo a costruire dal basso. Mi amareggia di non averli visti guerrieri, i miei. Ho sempre proposto un calcio di grinta, di aggressione, senza calcoli, senza star a pensare “ma dopo come faccio?” Intanto lotta, butta sull’erba tutto quel che hai, e poi vediamo, un modo lo troviamo. Lavoreremo su questo, parleremo insieme. Sconfitte del genere bruciano troppo”.

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